Acido Urico (UA): cosa significa nel tuo esame del sangue
Scopri cosa indica l'acido urico nel sangue, i valori di riferimento, le cause di valori alti o bassi e come monitorarlo nel tempo.
Aggiornato: 11/09/2026
Intervalli di riferimento (valori tipici negli adulti)
| Per chi | Intervallo | Unità |
|---|---|---|
| Uomini | 3.4 – 7 | mg/dL (µmol/L) |
| Donne | 2.4 – 6 | mg/dL (µmol/L) |
| Uomini(ottimale) | – – 5.5 | mg/dL (µmol/L) |
| Donne(ottimale) | – – 4.5 | mg/dL (µmol/L) |
Gli intervalli variano tra laboratori — quello stampato sul tuo referto prevale sempre.
Cos'è l'acido urico e cosa indica
L'acido urico è il prodotto finale della degradazione delle purine, sostanze presenti naturalmente nelle cellule del corpo e in alcuni alimenti. Viene prodotto principalmente dal fegato ed eliminato soprattutto tramite i reni, con una piccola quota smaltita a livello intestinale.
Il suo dosaggio nel sangue viene spesso richiesto insieme ad altri marcatori metabolici e infiammatori, perché livelli elevati possono essere associati alla gotta, a disturbi metabolici e talvolta a un aumentato carico di lavoro renale. Non è un esame diagnostico da solo: va sempre letto insieme a sintomi, storia clinica e altri parametri di laboratorio.
Nella pratica, l'acido urico viene monitorato sia quando ci sono sintomi articolari (come dolore, gonfiore o arrossamento a un'articolazione) sia come parte di un quadro metabolico generale, ad esempio insieme a glicemia, profilo lipidico e funzione renale.
Intervallo di riferimento
Gli intervalli di riferimento comuni per l'acido urico nell'adulto sono generalmente compresi tra 3,4 e 7 mg/dL per gli uomini e tra 2,4 e 6 mg/dL per le donne, con l'unità internazionale espressa in µmol/L. Questa differenza tra sessi è dovuta principalmente a fattori ormonali, in particolare all'effetto degli estrogeni sull'escrezione renale dell'acido urico.
È importante ricordare che ogni laboratorio può utilizzare metodiche di analisi leggermente diverse e quindi stabilire un proprio intervallo di riferimento. Il valore riportato sul tuo referto, con il range indicato dal laboratorio che ha eseguito l'esame, è sempre quello da considerare come riferimento principale, più che valori generici trovati online.
Perché può essere alto
Un aumento dell'acido urico, chiamato iperuricemia, può avere diverse cause, spesso combinate tra loro:
- Alimentazione ricca di purine, come carni rosse, frattaglie, alcuni tipi di pesce e frutti di mare
- Consumo di alcol, in particolare birra, e di bevande zuccherate con fruttosio
- Sovrappeso o obesità, spesso associati a un metabolismo alterato delle purine
- Digiuno prolungato o diete molto restrittive, che possono aumentare temporaneamente i livelli
- Alcuni farmaci, tra cui diuretici e alcuni trattamenti per la pressione arteriosa
- Riduzione della funzione renale, che limita l'eliminazione dell'acido urico
- Condizioni come sindrome metabolica, diabete o ipertensione, spesso correlate a valori elevati
- Variabilità di laboratorio o disidratazione al momento del prelievo
Un valore isolato leggermente sopra il range non indica necessariamente un problema clinico, ma valori persistentemente elevati meritano attenzione.
Perché può essere basso
Valori bassi di acido urico sono meno comuni e generalmente meno indagati nella pratica clinica, ma possono essere associati a:
- Diete povere di proteine o molto ricche di frutta e verdura
- Uso di alcuni farmaci, ad esempio alcuni trattamenti utilizzati per la gotta stessa o alcuni antihipertensivi
- Alcune condizioni renali che alterano il riassorbimento tubulare
- Gravidanza, in particolare in alcune fasi
- Alcune condizioni genetiche rare che influenzano il metabolismo delle purine
Anche in questo caso, un valore basso isolato raramente è motivo di preoccupazione immediata e va interpretato nel contesto generale della persona.
Cosa fare dopo
Se il valore risulta fuori dal range indicato dal laboratorio, il primo passo utile è ripetere l'esame per confermare il dato, evitando pasti abbondanti, alcol e digiuni prolungati nelle ore precedenti al prelievo.
Può essere utile osservare insieme all'acido urico altri marcatori come la funzione renale (creatinina, eGFR), la glicemia, il profilo lipidico e, in presenza di sintomi articolari, eventuali marcatori infiammatori.
Sul piano dello stile di vita, un'alimentazione equilibrata, un'adeguata idratazione, un peso corporeo nella norma e un consumo moderato di alcol sono fattori generalmente associati a livelli più stabili di acido urico. Qualsiasi cambiamento significativo nella dieta o nei farmaci va comunque discusso con il proprio medico, soprattutto se sono presenti sintomi come dolore articolare improvviso o gonfiore.
Monitorarlo nel tempo
Un singolo valore di acido urico offre solo una fotografia parziale della situazione, perché può essere influenzato da fattori temporanei come l'alimentazione dei giorni precedenti, l'idratazione o uno sforzo fisico intenso.
Osservare l'andamento nel tempo, con misurazioni ripetute a distanza di qualche mese o secondo le indicazioni del medico, permette di capire se un valore alterato è occasionale o rappresenta una tendenza stabile. Questo tipo di monitoraggio è particolarmente utile in presenza di fattori di rischio metabolico o di episodi di dolore articolare ricorrente.
Domande da porre al proprio medico
- Il mio valore di acido urico è coerente con il range indicato dal laboratorio che ha eseguito l'esame?
- Ci sono fattori nella mia alimentazione o nei farmaci che potrebbero influenzare questo valore?
- È opportuno ripetere l'esame o associarlo ad altri marcatori metabolici o renali?
- Con quale frequenza dovrei monitorare l'acido urico nel mio caso specifico?
- Ci sono segnali o sintomi a cui dovrei prestare particolare attenzione?