Nitriti urinari (NIT): marcatore batterico
Nitriti (NIT) nelle urine — significato di un risultato positivo, legame con le infezioni urinarie e quando consultare il medico.
Aggiornato: 03/09/2026
Intervalli di riferimento (valori tipici negli adulti)
Gli intervalli variano tra laboratori — quello stampato sul tuo referto prevale sempre.
Cosa sono i nitriti nelle urine
I nitriti (NIT) sono sostanze che normalmente non vengono rilevate nelle urine. La loro presenza indica che nel campione sono presenti determinati batteri, che convertono i nitrati (naturalmente presenti nelle urine) in nitriti.
Questo marcatore fa parte dell'esame delle urine di routine (striscia reattiva) ed è considerato uno dei metodi più rapidi per sospettare un'infezione delle vie urinarie. Il risultato viene riportato come negativo (normale) o positivo.
Valori di riferimento
Risultato normale: negativo. Qualsiasi risultato positivo ai nitriti richiede attenzione e di solito indica un'infezione batterica delle vie urinarie.
È importante comprendere che un risultato negativo non garantisce l'assenza di infezione — alcuni batteri non convertono i nitrati in nitriti.
Perché i nitriti nelle urine possono essere positivi
Un risultato positivo ai nitriti è più comunemente associato a un'infezione batterica:
- Infezione delle vie urinarie (IVU) — la causa più frequente. I batteri, in particolare *Escherichia coli* (responsabile di circa l'80% delle IVU), convertono i nitrati urinari in nitriti.
- Batteriuria asintomatica — i batteri vengono trovati nelle urine, ma la persona non presenta sintomi. Più frequente nelle donne in gravidanza e negli anziani.
- Pielonefrite — infezione renale, che può anch'essa causare un risultato positivo ai nitriti.
Nitriti positivi insieme a leucociti positivi nelle urine aumentano fortemente la probabilità di una IVU.
Perché il risultato può essere falsamente negativo
È importante sapere che un risultato negativo ai nitriti non significa che sicuramente non ci sia un'infezione:
- Batteri Gram-positivi (ad es., *Enterococcus*, *Staphylococcus*) non riducono i nitrati a nitriti.
- Tempo insufficiente nella vescica — i batteri necessitano di almeno 4 ore per convertire i nitrati in nitriti. Se l'urina viene raccolta poco dopo l'ultima minzione, il risultato può essere falsamente negativo.
- Dieta a basso contenuto di nitrati — se l'alimentazione è povera di nitrati (poche verdure), ci sarà meno substrato per i batteri.
- Urine molto diluite — un'eccessiva assunzione di liquidi può ridurre la concentrazione di nitriti.
Per questo i laboratori raccomandano spesso di analizzare le urine del mattino (rimaste più a lungo nella vescica).
Cosa fare dopo
1. Se i nitriti sono positivi — consultate il medico. Di solito viene prescritto un esame colturale delle urine per identificare il batterio specifico e la sua sensibilità agli antibiotici. 2. Valutate insieme ai leucociti nelle urine (LEU) — entrambi i risultati positivi suggeriscono fortemente una IVU. 3. Prestate attenzione ai sintomi: bruciore, minzione frequente, febbre, dolore lombare. 4. Bevete liquidi a sufficienza — questo contribuisce all'igiene delle vie urinarie. 5. Per le donne in gravidanza, anche la batteriuria asintomatica richiede un trattamento — informate il vostro medico.
Monitoraggio nel tempo
Dopo il trattamento, è importante ripetere l'esame delle urine per confermare che l'infezione sia stata curata. Le IVU ricorrenti (3 o più all'anno) richiedono un approfondimento diagnostico.
La piattaforma QbiLabs consente di monitorare i risultati degli esami delle urine insieme ad altri marcatori e di individuare infezioni ricorrenti.
Domande per il medico
- I nitriti nelle urine sono positivi — è necessario un esame colturale delle urine?
- Potrei avere un'infezione anche se i nitriti sono negativi?
- Ho infezioni urinarie ricorrenti — quali esami aggiuntivi sono consigliati?
- La batteriuria asintomatica deve essere trattata nel mio caso?
- Come posso ridurre il rischio di IVU ricorrenti?
*Questo non costituisce consulenza medica. Per decisioni sulla salute, consultare il proprio medico.*